L’obbligo di emettere fatture elettroniche riguarda tutti i professionisti e le aziende, fatta esclusione per chi aderisce al regime forfettario. Dal 2020 le regole potrebbero cambiare ed essere estese a tutti

A gennaio 2019, accompagnato dalle inevitabili polemiche, ha esordito il nuovo sistema di fatturazione elettronica, che ha obbligato professionisti e aziende a emettere fatture solamente in forma digitale, tracciabili e verificabili. 

Coi recenti cambiamenti avvenuti al Governo, non è da escludere che le regole possano cambiare a breve, estendendo l’obbligo anche ai regimi fiscali che attualmente ne sono esentati, come i forfettari, i regimi agevolati (con tassazione fissa al 15%) per chi non fattura più di 65.000 euro all’anno. Non ci sono ancora certezze ma considerata la determinazione con cui il Governo vuole affrontare l’evasione fiscale, c’è un’elevata probabilità che l’obbligo sia esteso anche al forfettario, regimi fiscale agevolato per chi fattura non oltre i 65.000 euro all’anno. 

Fattura elettronica: cosa potrebbe cambiare per i forfettari?

A dispetto delle catastrofiche previsioni delle cassandre, l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica non ha bloccato il paese, nemmeno per qualche ora. Fatta esclusione per alcuni piccoli problemi iniziali, il sistema ha subito iniziato a funzionare senza grossi intoppi. Per le aziende più grosse il passaggio è stato piuttosto semplice: queste realtà già da tempo si appoggiano a sistemi di fatturazione evoluti e spesso cuciti attorno alle esigenze della ditta e fondamentalmente è bastato aggiornare i software usati, senza dover ritoccare le procedure e i flussi di lavoro. 

I liberi professionisti e le imprese di piccole dimensioni che si sono sempre appoggiate a Word o Excel per la fatturazione hanno invece dovuto appoggiarsi a nuovi software e cambiare leggermente le loro procedure. Esattamente quello che accadrebbe ai forfettari se l’obbligo venisse esteso ance a loro

Non si tratta di una notizia negativa, però. Dover cambiare le proprie abitudini è sempre una seccatura, questo è innegabile, ma le nuove normative potrebbero essere prese come un’occasione per rendere la propria attività più “digitale”, per affrontare il primo passo verso una trasformazione digitale del business e rendere più efficienti i processi. 

E i costi? Trascurabili, dal momento che sul mercato non mancano soluzioni gratuite per adempiere alle nuove normative. Non sempre sono le più raffinate forse, ma risultano efficienti e piuttosto semplici da usare. 

Cosa cambierebbe per i regimi forfettari se venisse esteso l’obbligo di fatturazione elettronica?

Chi oggi è abituato a inviare fatture in PDF dovrebbe cambiare approccio e, al posto della suite Office, usare un software specifico per l’emissione di fatture. Questo software si occupa di generare un file XML conforme ai requisiti di legge e di comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate, passando per SdI, il Sistema di Interscambio. Ogni fattura emessa dovrà necessariamente passare da SdI per essere considerata valida. Il Sistema di Interscambio si occuperà anche di inviarla al destinatario, tramite la sua PEC o il Codice Univoco. Teoricamente questo è sufficiente per considerare la fattura inviata ma, per praticità, è sempre meglio avvisare il destinatario dell’emissione tramite la classica e-mail.

Un aspetto importante da tenere a mente è che queste modalità di trasmissione non sono un’alternativa alla conservazione delle fatture. Chi le emette è tenuto a conservarle come prova per 10 anni, soprattutto a conservarle in maniera conforme alla legge. Una questione che in ogni caso viene gestita automaticamente dalla maggior parte dei software di fatturazione elettronica.

In definitiva, dal prossimo anno anche i regimi forfettari potrebbero essere obbligati a: 

  • Emettere e ricevere fatture in formato XML
  • Veicolarle tramite SdI
  • Provvedere alla conservazione sostitutiva delle fatture

Tutte azioni che possono essere semplificate tramite programmi specifici. 

I software gratuiti per emettere fatture elettroniche

Il programma più noto fra quelli gratuiti è Il software dell’Agenzia delle Entrate, seguito dal Software gratuito Infocamere. Questi strumenti sono messi a disposizione direttamente dallo Stato e pur dotati di funzioni essenziali, includono tutto quello che serve per emettere, conservare e registrare fatture elettroniche.

cloudfinance

Una valida alternativa, sempre senza dover sborsare un euro, è CloudFinance, software in cloud che offre una serie di funzioni aggiuntive come la condivisione dei dati col commercialista, la creazione di preventivi e l’importazione ed esportazione dei dati verso altri software gestionali. 

Chi non ama le logiche del cloud può puntare a SDiPEC che svolge egregiamente il suo compito, pur essendo privo di alcune funzioni avanzate che potrebbero tornare utili nell’ottica di trasformazione digitale del proprio business.


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