Esiste un importo minimo di pensione, ma non tutti ne hanno diritto: dipende, infatti, dal reddito percepito dal pensionato (e dall’eventuale coniuge).

Pensioni: esiste un importo minimo sotto il quale non si può andare? Chi si appresta ad andare in pensione, ma sa che con i pochi contributi a disposizione non andrà a maturare un assegno di chissà quale valore, spesso si fa questa domanda così da farsi un’idea di quale potrebbe essere l’importo minimo dell’assegno di pensione.

D’altronde con il passaggio al sistema di calcolo contributivo, che lega l’importo dell’assegno di pensione al monte contributivo dato dagli anni di lavoro e dal valore degli stipendi percepiti, ha portato sempre più persone a farsi questa domanda.

Tuttavia non è possibile rispondere con un semplice “Sì o No”, dal momento che ci sono diverse precisazioni da fare in merito all’importo minimo della pensione: questo esiste, ma viene riconosciuto solamente a coloro che hanno un reddito inferiore ad una certa soglia.

Bisogna soddisfare, quindi, una combinazione di requisiti per poter meritare un aumento dell’importo della pensione fino al minimo garantito dalla legge; vediamo quali sono.

Esiste una pensione minima: ecco l’importo

Una pensione minima esiste, anzi volendo essere precisi è più opportuno parlare di trattamento minimo annuo del fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Si tratta di un importo che viene riconosciuto al pensionato con reddito da pensione che – sulla base del calcolo dei contributi versati – risulti essere inferiore al livello che la legge indica come il “minimo vitale”. Questo importo viene rivalutato ogni anno sulla base dell’andamento dell’inflazione e per il 2019 è pari a 6.669,13€ annui, che al mese ammontano a 513,01€.

Categorie: PENSIONE

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